17/08/17

Inedita

Vedrai, vedrai,
vedrai quel punto poco inciso
al quale siamo arrivati, tu ed io,
     [dico]
siamo arrivati a chiedere scusa
per la troppa serietà, per il poco riso,
per il modo unilaterale di interpretare un sorriso,
per sbagliare comodo, per cadere facile
sulla rima incompiuta di una poesia
scritta per qualcuno che non conosco affatto
ma nonostante questo 
     [dico]
se anche ho smesso di scriverti,   
non è detto che ho smesso di volerti [tanto]

vedrai, vedrai,
vedrai come ti sarà facile
lasciare gli occhi da qualche parte,
per non cadere di nuovo nel vecchio errore
cercando qualcosa che assomigli all’amore –
l’odore suo [vedrai] rimarrà a lungo
impigliato nei capelli,
nelle vene, nella bile, nella pelle, nei peli
e alla fine sarà tutto inutile
come il mese d’agosto –
un mese superfluo, estraneo e labile che
      [vedrai, vedrai]
ti insegnerà a mentire,
invecchiare,
improvvisare… [si fa per dire].


17.08.2017