09/04/17

Inedita

Affido il mio cuore al caso,
al brutto tempo,
alle coronarie antiquate,
ai polmoni che lo sostengono,
all’aria giusta che scarseggia
quando mi affido ad un ‘fido’
che mi scodinzola dietro,
chiede le coccole, si spaccia
per un cane ed ogni tanto
     [senza permesso]
gioca con l’osso del mio corpo.

Affido qualcosa che non esiste
a queste righe,
a queste righe di una fiducia corta, 
alle piccole sviste senza mestiere,
ad uno scenario con le rughe in vista,
ad un paio di occhiali neri
che coprono bene
il palpitare delle vene e tutto il resto
che non si vede
ma sta nell’aria di una primavera
che ti fa soltanto starnutire
e poltrire
     [fiduciosa],
e poltrire.


9.04.2017

Nessun commento:

Posta un commento